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Congo: un paese senza pace

Rame, piombo, diamanti, oro, germanio, argento, manganese; sono le riserve minerarie che rendono il Congo uno dei paesi più ricchi del pianeta. A questi minerali si aggiungono il legname pregiato e il Cobalto. Il primo è fornito dalle immense foreste equatoriali (seconde al mondo dopo quelle Brasiliane), il secondo è un prezioso minerale utilizzato per le batterie ricaricabili di tutti gli apparecchi di ultima generazione incluse auto elettriche.

Ma nonostante tanta ricchezza

La popolazione del Congo vive al di sotto della soglia minima di povertà. Il perché di una situazione così drammatica va ricercata nella storia del paese. Una storia segnata da conflitti e abbandono politico che hanno generato nel tempo immense necessità umanitarie: malnutrizione, povertà, analfabetismo.

Allarmante

È l’aumento esponenziale degli “Shegué”, bambini di strada, si stima che attualmente siano più di 13.800 i bambini che vivono soli per le strade del paese. Spesso sono accusati di stregoneria dalle famiglie che non sono più in grado di sfamarli e per questo abbandonati.

Responsabili di tutto questo

Non è solo la classe dirigente congolese, che negli anni ha depredato la popolazione di ogni ricchezza a favore del proprio tornaconto personale ma anche molte potenze economiche mondiali. Ad esempio molte grosse imprese statunitensi, benché leggi severe impongano di dichiarare la provenienza dei minerali impiegati nelle attività di trasformazione industriale, non sono in grado di giustificare come e dove è stato estratto l’80 per cento dei minerali utilizzati. Ma anche se in totale assenza di dati (che si guarda bene dal fornire) è ancora una volta la Cina ad accaparrarsi la maggior parte di queste risorse, senza preoccuparsi troppo della provenienza.

Come se guerra e povertà non bastassero

A peggiorare la situazione una gravissima crisi di Ebola che da agosto 2018 ha causato 1.500 morti.

E intanto mentre il Congo cade sempre più affondo e aumenta il rischio di future guerre i paesi vicini crescono. Angola, Congo-Brazzaville, Rwanda e Uganda si sono avviati verso la trasformazione da paesi sottosviluppati a paesi emergenti con forti possibilità di entrare nel club del Primo Mondo tra il 2025 e il 2040, ironicamente grazie alle disgrazie del Congo, alla criminale miopia della sua classe dirigente e alla totale incapacità della popolazione congolese di comprendere la propria condizione. 

Cosa fa la Comunità Amore e Libertà

Le istituzioni locali non hanno alcun interesse ad avviare un percorso volto al miglioramento delle condizioni della popolazione e quest’ultima non possiede alcuno strumento per poterlo fare in modo autonomo. Così l’unica soluzione praticabile è l’intervento di organizzazioni che hanno preso a cuore la situazione. 

In quest’ottica i progetti avviati e sostenuti dalla Comunità Amore e Libertà assumono un ruolo di fondamentale importanza. In particolare il progetto di alfabetizzazione di bambini e giovani che ha portato all’apertura della scuola della Liberté che oggi conta più di 900 alunni. Il progetto agricolo e di allevamento avviato a Kimpoko che oltre a fronteggiare la povertà dando lavoro a 71 famiglie, aiuta i più giovani a imparare un mestiere e a inserirsi attivamente nel mondo del lavoro. Ed ancora il progetto di accoglienza di bambini soli, che solo nel 2018 ha accolto nelle due case di Kinshasa e Kimpoko 41 bambini, dando loro una famiglia e una casa.