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I piccoli minatori del Congo

Migliaia di bambini rischiano ogni giorno la vita per il nostro benessere

Ogni anno nel mondo vengono venduti all’incirca 1,4 miliardi di nuovi smartphone, ma in pochi sanno che per produrli è stata messa a rischio la vita di oltre 40.000 bambini e ragazzi.

Tutti i cellulari, tablet, computer e altri dispositivi elettronici di cui disponiamo, sono alimentati da batterie ricaricabili fatte in parte da Cobalto, un minerale prezioso presente in gran misura nel sottosuolo congolese.

La Repubblica democratica del Congo è infatti il più grande produttore al mondo, con circa la metà di tutte le riserve conosciute.

Negli ultimi anni la richiesta mondiale di Cobalto è triplicata e si stima che raddoppierà entro il 2020 visto l’esponenziale aumento di richiesta da parte delle aziende automobilistiche che impiegano il Cobalto nella produzione delle batterie per alimentare le auto elettriche.

In un paese come il Congo dove quasi tutta la popolazione vive al di sotto della soglia minima di povertà, le famiglie a stento riescono a mangiare una volta al giorno e la scuola è inaccessibile a causa delle rette troppo alte, ai bambini non resta che provare a trovare fortuna con la ricerca del Cobalto e del Rame.

I bambini scavano a mani nude e sono costretti a trasportare sacchi di 20 o 40 Kg, spesso più pesanti di loro stessi. Sono costretti a passare anche più di 12 ore dentro buchi piccolissimi per portare alla luce un minerale che non ha alcun valore per i piccoli minatori che troppo spesso finiscono inghiottiti dagli smottamenti della terra senza che nessuno se ne accorga o li reclami. Un minerale che, però, diventa preziosissimo appena arriva a un porto internazionale.

Padroni di questo commercio illegale sono le aziende cinesi che si sono accaparrate i diritti di estrazione senza preoccuparsi che a estrarre il Cobalto, senza alcuna protezione, sono bambini.

La maggior parte dei bambini dichiara di guadagnare tra 1.000 – 2.000 franchi congolesi al giorno (1-2 euro). I bambini che hanno raccolto, ordinato, lavato, frantumato e trasportato minerali vengono pagati per ogni sacco di minerali dai commercianti. Non hanno modo di verificare da soli il peso dei sacchi o il grado del minerale e, quindi, devono accettare ciò che gli operatori pagano.

Secondo le ultime stime di Amnesty International sono circa 40.000 i ragazzi e le ragazze minorenni impegnati nelle miniere della Repubblica democratica del Congo.

Le aziende continuano ad acquistare cobalto senza chiedersi da chi e come venga estratto: l’importante è che si continui a produrre a basso costo.

Non si può fare a meno del Cobalto data l’importanza che questo assume nello sviluppo dell’energia sostenibile, eolica e solare e nella produzione delle batterie per auto elettriche.

Proprio per questo sarebbe opportuno che le aziende si preoccupassero di più di chi sono i loro fornitori diretti e non, e del rispetto dei diritti umani.

Il Congo a sua volta dovrebbe regolarizzare le miniere non autorizzate e far rispettare le norme sul lavoro, specialmente quello minorile.