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Sblocco Adozioni Internazionali in Congo

Ripartono le Adozioni Internazionali ma solo per la Francia

La Repubblica Democratica del Congo non ha mai ratificato la Convenzione dell’Aia del 1993 sulle adozioni internazionali questo gli ha permesso nell’autunno 2013 di bloccare le adozioni internazionali.

Fino ad oggi, sarebbero circa 1.500 i bambini «legalmente adottati» ma bloccati in RDC mentre una famiglia li attende all’estero. 

La questione: il congelamento dei permessi di uscita deciso nel 2013 dalle autorità congolesi a causa, secondo le stesse, della moltiplicazione delle frodi.

Dal 27 settembre 2013 le autorità congolesi hanno in effetti deciso di congelare i permessi di uscita dei bambini congolesi adottati da stranieri.

Quando la decisione è stata presa, 1.103 bambini congolesi adottati erano sulla lista d’attesa, secondo le cifre ufficiali della Direzione Generale della migrazione (DGM). 

I loro genitori adottivi li aspettavano in 15 Paesi in tutto il mondo.

In seguito al congelamento delle autorizzazioni di uscita, è stata quindi istituita una commissione interministeriale per esaminare la questione ed autorizzare rapidamente la partenza dei bambini le cui pratiche di adozione erano in teoria terminate tra il 2009 e il 2013.

Solo nel corso del 2018 si è iniziato ad assistere a piccoli cambiamenti. 

Due gli enti autorizzati interessati: Chemin Vers L’enfant con 8 bambini adottati e Vivre en Familie con 10. I restanti 10 bambini sono stati adottati attraverso procedure individuali non intermediate da enti, di cui due sono casi di adozione intrafamiliare.

Tutto questo è stato possibile perché a luglio 2016 è entrata in vigore nella Repubblica Democratica del Congo un’importante legge di modifica del Codice della Famiglia del 1987 che interessa anche le procedure di adozioni internazionali.

In particolare la nuova normativa pone due precise condizioni per l’attuazione delle adozioni internazionali: l’adesione della RDC alla convenzione de L’Aja  (in tal caso potranno adottare nel Paese africano tutti gli Stati aderenti alla Convenzione) oppure un accordo specifico con un Paese (quindi potranno adottare solo i Paesi firmatari di un accordo bilaterale).

Questo vuol dire che anche per l’Italia potrebbero sbloccarsi le adozioni internazionali in Congo.

Caterina Collini